Referendum sulla Cittadinanza:
cosa prevede e quando si vota
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Ok dalla Consulta al referendum sulla cittadinanza:
cosa prevede e quando si vota.
Il quesito referendario interviene sulla legge numero 91 del 1992 per abrogare l’intero articolo 9, comma 1, lettera f) e alcune parole alla lettera b). Ovvero esclusivamente la parte relativa al requisito temporale.
Oggi infatti, gli stranieri maggiorenni che risiedono in Italia e che rispettano una serie di requisiti (dalla conoscenza della lingua alle condizioni economico-sociali) devono dimostrare di aver vissuto nel Paese per dieci anni consecutivi. Il referendum chiede di dimezzare questo periodo, a cinque anni, lasciando intatti gli altri requisiti.
Per la Consulta, “il quesito è omogeneo, chiaro e univoco”, si legge nella sentenza depositata quest’oggi. “La richiesta referendaria non contraddice neppure la natura abrogativa del referendum, che la Corte ha costantemente ritenuto non può essere utilizzato per costruire, attraverso il quesito, nuove norme non ricavabili dall’ordinamento. Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto che la nuova regola non sarebbe del tutto estranea al contesto normativo di riferimento”.
I giudici hanno motivato l’ammissibilità spiegando che in caso di approvazione del referendum “verrebbe a essere modificato esclusivamente il tempo di residenza legale necessario per poter presentare la domanda di cittadinanza – pari a cinque anni – restando invece fermi i soggetti che potranno fare la richiesta, i restanti requisiti per presentarla (la residenza nel territorio della Repubblica e l’adeguata conoscenza della lingua italiana), nonché la natura di atto discrezionale di “alta amministrazione” del provvedimento di concessione della cittadinanza”.
Peraltro, prima della legge del ’92, il tempo minimo di residenza per diventare cittadino italiano era fissato a cinque anni, come ricorda la stessa Corte. “La normativa di risulta, pertanto, sarebbe pienamente in linea con un criterio già utilizzato dal legislatore”, hanno puntualizzato i giudici.
Quando si vota
Dopo l’ok della Consulta, il prossimo appuntamento coincide con la data in cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella comunicherà quando si andrà a votare. I cittadini saranno a chiamati ad esprimersi sui cinque referendum, che come prevede la legge, dovranno tenersi in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno.
Gli altri referendum
I giudici avevano dichiarato inammissibile quello che intendeva abrogare la legge sull’Autonomia differenziata, su cui la stessa Consulta si era pronunciata a novembre, bocciando diversi aspetti della norma.
Ammissibili invece i quattro quesiti sul lavoro (jobs act, indennità di licenziamento illegittimo, contratti di lavoro a termine e responsabilità dell’imprenditore committente) e quello sulla cittadinanza. Quest’ultimo chiede la riduzione da 10 a 5 anni del tempo di residenza necessario per chi intende richiedere la cittadinanza.
Ora comincia il difficile
Naturalmente raccogliere le firme e andare alle urne non basta, i referendum bisogna vincerli, e trattandosi di referendum abrogativi, occorre prima di tutto portare al voto la metà più uno degli aventi diritto. E’ un obiettivo difficile ma non impossibile. Anche se La destra, la stessa che a parole si lamenta dell’astensione, non si batterà per il Sì, ma per far fallire i referendum inviterà gli italiani a disertare le urne e ad andare al mare.
Non conosciamo ancora da data dei referendum, ma non aspettiamo gli ultimi quaranta giorni. La campagna per il Sì cominciamola subito, da oggi, ognuno di noi.

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Redazione di Periscopio
PAESE REALE
di Piermaria Romani
Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)
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