Lo stesso giorno /
11 marzo: una Giornata per Onorare le Vittime del Terrorismo
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11 marzo: Giornata di riflessione e commemorazione per onorare le vittime del terrorismo.
È un momento per ricordare coloro che hanno perso la vita in attacchi terroristici e per sostenere coloro che sono stati colpiti direttamente o indirettamente dalla violenza terroristica.
L’11 marzo non è un giorno scelto a caso.
11 marzo 2004.
Vent’anni fa.
Un giorno che ha segnato profondamente la Spagna e il mondo intero. Gli attentati terroristici perpetrati a Madrid hanno provocato la perdita di centinaia di vite innocenti e hanno lasciato un’impronta indelebile sulla comunità globale.
191 morti e oltre 2.000 feriti.
Le autorità spagnole inizialmente avevano attribuito gli attentati all’organizzazione terroristica basca ETA, ma in seguito emersero prove che indicavano il coinvolgimento di estremisti islamici. Depistaggi e polemiche, come nella migliore tradizione europea, portarono in seguito il governo spagnolo, sotto la guida del primo ministro José Luis Rodríguez Zapatero, al ritiro delle truppe spagnole dall’Iraq, suscitando dibattiti politici sull’opportunità di questa decisione in relazione agli attentati.
Questo 11 marzo è quindi da una parte il ricordo in onore delle vittime spagnole e di tutta Europa e dall’altra, purtroppo, la vittoria del terrorismo sul fronte “Guerra in Iraq”, almeno nei confronti della Spagna.
Dire che il terrorismo ha vinto quella battaglia è evidente: le truppe di Juan Carlos I, in supporto all’invasione americana si ritirano per le uccisioni a Madrid. Non è Risiko, ci sono delle vite umane in gioco e anche delle opzioni politiche da gestire. La decisione non fu sicuramente facile .
Ma che accordi ci furono? Ovviamente non sappiamo esattamente come andarono le cose.
Non ci fu certo la garanzia che la Spagna sarebbe potuta diventare una sorta di “stato neutrale”. Infatti negli anni furono scoperte numerose cellule terroristiche che progettavano vari attentati anche alla famosa Sagrade Familia.
Dopo vent’anni possiamo realmente dire che le cose sono cambiate? Che abbiamo una visione diversa su come affrontare certe sfide e che la guerra non può essere una di queste?
Io la vedo così: 11 marzo 2004 – 11 marzo 2024, ”il re è morto, viva il re”.
Nella foto di copertina: l’arrivo a Ciampino della salma di Nicola Calipari, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi rende omaggio (©Mauro Scrobogna / Lapresse)
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Nicola Gemignani
Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)
PAESE REALE
di Piermaria Romani
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