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Il dilemma della prima riga.
(quasi un racconto)

Articolo pubblicato il 9 Agosto 2023, Scritto da Pierluigi Guerrini

Tempo di lettura: < 1 minuto


La chiamano “la paura della pagina bianca” o “il blocco dello scrittore”, una malattia di cui hanno sofferto anche grandi artisti, Mallarmé, Gogol’ e tanti altri.  Scrive  Van Gogh a suo fratello Theo: “tu non sai quanto sia paralizzante fissare una tela vuota che dice al pittore: tu non puoi fare nulla.”. Ma il dilemma della prima riga, la ricerca vana di un incipit, può accadere a tutti. Soprattutto a Ferragosto.  Ad esempio... 

– “Voglio scrivere un articolo. O forse è meglio un racconto, magari breve. Il soggetto, l’ambiente, il personaggio…
Introspettivo. O estrospettivo? Come  si dice?”
– Chi telo impedisce?
– Nessuno. Forse io.
– Ma dai, che se ci pensi ci riesci.
– Dunque… “Il”… Perché non “la”?
– OK. La…oppure “le”.
– Senti qua “Le giornate chiusi in casa…”
– Inizio banale.
– “Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia di Trezza…”
– L’ho già letto da qualche parte .
– “Quel braccio del Lago di Como…”
– Allora insisti!?
– La fai facile tu! Allora, visto che sembri saperla lunga, dimmi tu come iniziare…
– Dai, non ti arrabbiare, ti volevo solo aiutare, ma mi taccio subito.
– Ascolta. L’altro giorno mi è venuta un’idea poi un’altra e un’altra ancora, ma non andavano d’accordo tra loro e mi sono fermato. All’improvviso mi sono ricordato che dovevo caricare il cellulare. Facciamo così: dopo Ferragosto prenderò una decisione epocale.

Cover: Manet, ritratto di Mallarmé, 1876

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Pierluigi Guerrini

Pier Luigi Guerrini è nato in una terra di confine e nel suo DNA ha molte affinità romagnole. Sperimenta percorsi poetici dalla metà degli anni ’70. Ha lavorato nelle professioni d’aiuto. La politica e l’impegno sono amori non ancora sopiti. E’ presidente della Associazione Culturale Ultimo Rosso. Dal 2020 cura su Periscopio la rubrica di poesia “Parole a capo”.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani