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Il femminismo non accetta ricatti

A fronte delle discutibili adesioni appena espresse pubblicamente da alcune femministe radicali
italiane, ci sentiamo in dovere di prendere la parola e chiarire in maniera inequivocabile la nostra
distanza da tali posizioni.
Finora sono state ignorate, delegittimate, silenziate e screditate le piazze in cui da mesi centinaia di
migliaia di manifestanti ogni settimana esprimono – piaccia o meno – un democratico e legittimo
dissenso. Solo adesso, al momento giusto e in maniera faziosa, queste piazze sono finite sotto i
riflettori e sono state catapultate nel baratro più bieco della strategia della tensione.
Cadere in questa trappola, in questo teatro, urlando contro l'”emergenza fascista” costruita ad arte
dalla propaganda diventa strumentale e funzionale per far passare la misura totalitaria e, questa sì,
fascista denominata Green Pass.
Siamo anche noi femministe radicali, provenienti da gruppi, associazioni e background diversi, ma
unite dal principio sacro dell’INVIOLABILITÀ DEI CORPI, cardine del manifesto che abbiamo
sottoscritto insieme a tante realtà del femminismo italiano ed europeo e che rappresenta la base
della nostra azione politica.
Non possiamo accettare in silenzio l’instaurarsi di una dittatura tecno-sanitaria che obbliga le
persone a pagare per lavorare e non possiamo rendere i nostri corpi disponibili a questi così detti
vaccini che sono delle piattaforme a mRNA di riprogettazione cellulare.
Non passiamo accettare il pericoloso precedente rappresentato dal Green Pass: una volta accettato il
principio di poter perdere delle libertà in nome della biosicurezza come nuovo paradigma di
controllo e gestione della società, questo principio diventerà la norma e da quel momento potrà
condizionare qualsiasi altra decisione aprendo ad una società di persone di serie A e di serie B, sul
modello del Credito Sociale cinese.
Il Green Pass diventerà lo strumento per dare l’avvio all’identità digitale che grazie alla rete 5G
permetterà una gestione e controllo assoluto della vita di tutte le persone in una società cibernetica e
transumanista.
Non saper o non voler riconoscere in tutto questo un attacco verso i nostri corpi e verso tutto il
vivente è non avere più gli strumenti per poter lottare con forza e consapevolezza a difesa della
natura, dei nostri corpi, dei nostri figli e della nostra comunità.
Come donne e come femministe radicali non possiamo permetterlo.
Prime firmatarie:
Silvia Guerini
Emanuela Risso
Roberta Trucco
Adesioni:
Cristiana Pivetti
Daniela Danna
Barbara Eletta Camoni
Silvia Marzi
Alice Ujcic
Elena Daniele
Gianna Curti Clech
Donatella Proietti Cerquoni
Marinella Dolci
Cinzia Civitelli
Elena Murdaca
Cristina Basso
Elisa Pastorino
Luisa Vicinelli
Rita Ricciardelli
Pasqua Teora
Agata Leone
Alessandra Merli
Tiziana Visaglio
Samantha Schloss
Giulia Rosignoli
Chiara Rossi
Gigliola Mattei
Selena Chiappori

Adesioni in aggiornamento. Chi desidera firmare può comunicarlo a Onda Femminista Radicale e sarà inserita.

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Riceviamo e pubblichiamo



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