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Vittorio Buratti profeta in patria

Articolo pubblicato il 29 Maggio 2017, Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

Tempo di lettura: 2 minuti


Da Organizzatori

La partecipata vernice, sabato 27 maggio, prefigura un grande successo per l’esposizione ‘Omaggio alla Natura’ di Vittorio Buratti, alla Galleria d’arte moderna ‘A. Bonzagni’ di Palazzo del Governatore di Cento fino al 30 luglio.
«Una bella valorizzazione dell’arte centese – l’ha salutata il vicesindaco Simone Maccaferri -. Una delle iniziative volte a far sì che Cento sia accogliente per chi si interessa d’arte e cultura e sia funzionale alle sollecitazioni degli artisti che lavorano sul territorio».
Duplice obiettivo, affidato alla collaborazione con il Centro Studi Internazionale ‘Il Guercino’. «Intendiamo centrarlo anche attraverso l’interesse verso l’arte contemporanea e gli artisti del territorio – ha affermato il presidente Salvatore Amelio -. Ci piace dunque iniziare questo corso con Vittorio Buratti, un talentuoso artista e un professionista serio, il cui iter incentrato sulla natura emerge bene in questa esposizione».
Il benvenuto alla GAM è venuto dal direttore dei musei civici Fausto Gozzi. «Buratti è artista maturo e autodidatta geniale nelle sue creazioni. Dalle sue opere emergono l’amore per l’arte, l’approccio innovativo e la capacità di essere sempre se stesso».
‘Omaggio alla Natura’ è stata introdotta magistralmente da Massimo Cotto, giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e assessore alla Cultura del Comune di Asti . «Gli oggetti d’arte sono animati da infiniti movimenti e la loro essenza sta nell’incapacità di farsi comprendere fino in fondo, fortunatamente. E così è per le opere di Buratti: sempre in continuo movimento, verso l’alto, verso l’avanti e verso il passato. Da esse pare uscire una musica, diversa per ciascuno di noi».
La mostra è stata tenuta a battesimo dallo stesso pittore centese, che proprio quest’anno festeggia gli 80 anni. Vi si potrà ammirare il soggetto principe della natura raffigurata nei momenti stagionali di maggiore esplosione cromatica, ma anche nei momenti del degrado ecologico, con alberi corrosi e anneriti dall’inquinamento. Dai paesaggi gioiosissimi a una serie d’installazioni caratterizzate da una ritmata presenza di alberi: tutto è ricondotto dall’artista alla denuncia ecologica di una natura umiliata ma, nello stesso tempo, pronta a rinascere.
L’esposizione si potrà ammirare secondo il seguente orario: venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30 (gli altri giorni per appuntamento). Ingresso libero.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani