Venerdì 9 gennaio 2015, Monica Farnetti parla di Boccaccio e le donne: “dal De claris mulieribus al Decamerone”
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da: organizzatori
In collaborazione col Teatro Comunale Abbado. Con l’incontro di venerdì 9 gennaio continua la collaborazione tra il Centro Documentazione Donna e il Teatro Comunale di Ferrara in occasione di alcuni spettacoli della stagione di prosa 2014-2015.
Dopo i tre incontri di dicembre, collegati allo spettacolo Nuda proprietà, è ora la volta di questo, pensato cogliendo il pretesto dello spettacolo tratto dal Decamerone – che è in programma al teatro Comunale dal 7 al 9 gennaio – per proporre dei temi collegati a Boccaccio e ad opere scritte da autrici vissute tra Medioevo e Rinascimento.
Boccaccio con il suo De claris mulieribus è stato uno degli autori che, in opposizione agli scritti misogini dell’epoca, ha fornito esempi di “donne illustri” degne di ammirazione. Donne che rappresentano eccezioni e sono da ammirare in un’ottica ancora tutta maschile ma che sono già un primo passo verso quegli scritti, di autrici ma anche autori, che si possono definire proto-femministi che faranno parte del dibattito sulla “Eccellenza delle donne” e di quello della “Querelle des femmes” che in Italia e in Francia continuarono fino al Seicento.
Lo spettacolo tratto dal Decamerone fornirà perciò l’appiglio per parlare di Christine de Pisan e il suo La cité de dames, di Margherita di Navarra e il suo Eptameron che ha stessa struttura del Decamerone – compreso il fatto di far raccontare le storie sia da uomini che da donne, anche se con modi e intenti diversi da quelli di Boccaccio- e di altre autrici che dal Tre al Cinquecento fanno conoscere, scrivendo, la propria visione del mondo e quella delle altre donne.
Monica Farnetti, ferrarese, è docente di Letteratura italiana presso l’Università di Sassari. Fa parte della SIL (Società italiana delle letterate), ha pubblicato numerosi importanti saggi sulla scrittura delle donne e ha curato edizioni di testi di Cristina Campo e Annamaria Ortese.

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Riceviamo e pubblichiamo
Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)
PAESE REALE
di Piermaria Romani