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Stefano Bargi (LN), risponde a Zappaterra (PD): “Gender a scuola: se i progetti sono trasparenti perche’ non sottoporli al giudizio dei genitori?

Articolo pubblicato il 30 Giugno 2018, Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

Tempo di lettura: 1 minuto


“Se davvero non si tratta di inculcare nei minori ideologie gender allora perchè non sottoporre gli argomenti trattati e i singoli progetti all’approvazione dei genitori? Benissimo il roluo dei politici che devono occuparsi dei problemi di tutti, come dice la Zappaterra, ma ricordiamo che non è nostro compito sostiutuirci alle famiglie nelle scelte educative più delicate, come quelle relative ai temi dell’identità sessuale. Non basta calare l’argomento in un contesto di disagio socila eper avere il via libera a qualsiasi operazione. la materia è delicata e va trattata come tale lasciando ai genitori la possibilità di dire la loro”. StefanoBargi, consiogleier regionale Lega Nord, risponde alle critiche della consigliera Marcella Zappaterra Pd, in relazione al milione di euro speso dalla Regione per finanziare progetti contro la discriminazione che sembrano voler divulgare ideologia gender anche nelle scuole.

“Fino a prova contraria la potestà dell’educazione dei figli spetta ai genitori. E fare educazione sessuale a scuola, principio importante a livello educativo, non deve essere una scusa per inculcare idee orientate all’indottrinanento sessuale e al gender”. Per onestà intellettuale Zappaterra dovrebbe ammettere che “anche semplicemente guardando i temi oggetto dei progetti educativi è innegabile che si passi molto spesso da un generico affrontare le problematiche sulla discriminazione ad entrare nel particolare della casistica dei problemi di identità sessuale. Qui siamo pericolosamente vicini a una mera propaganda. E in ogni caso tantopiù se non vi è intenzione di veicolare messaggi discutibili lasciamo che a decidere siano i genitori”.

Ufficio Stampa Lega Nord Emilia Romagna

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
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