Si stava meglio quando si stava peggio
Oggi è l’8 di gennaio e secondo gli intellettuali italiani che contano – quindi, dio mio, internet – la giornata di oggi è quella in cui si “lascia entrare Ascanio”.
Rendiamo quindi omaggio a un capostipite di quel concetto di VIRALE che da un po’ di anni ammorba le vite di chiunque sia in possesso di una connessione a internet.
Ovvero chiunque.
Tranne qualche pensionato che resiste e in virtù di questo stoicismo così duro a morire mi sentirei di definire partigiano.
Così, certo che sia solo questione di tempo, mentre attendo la notizia che ci racconterà del primo essere umano che uscendo da una mostra fotografica esclama CHE FREGATURA, HO SPESO TUTTI ‘STI SOLDI PER VEDERE DELLE FOTO CHE NON SI MUOVONO QUANDO SU FACEBOOK SI MUOVONO E SONO PURE GRATIS, vorrei rendere omaggio a un’epoca in cui il concetto di virale sembrava timido e innocente.
Quindi oggi mi raccomando: lascia entrare Ascanio.
Ti ricorderà che una volta, neanche troppo tempo fa, esisteva un mondo diverso.
Ogni giorno un brano intonato alla cronaca selezionato e commentato dalla redazione di Radio Strike.
Selezione e commento di Andrea Pavanello, ex DoAs TheBirds, musicista, dj, pasticcione, capo della Seitan! Records e autore di “Carta Bianca” in onda su Radio Strike a orari reperibili in giorni reperibili SOLO consultando il calendario patafisico. xoxo <3
Radio Strike è un progetto per una radio web libera, aperta ed autogestita che dia voce a chi ne ha meno. La web radio, nel nostro mondo sempre più mediatizzato, diventa uno strumento di grande potenza espressiva, raggiungendo immediatamente chiunque abbia una connessione internet.
Un ulteriore punto di forza, forse meno evidente ma non meno importante, è la capacità di far convergere e partecipare ad un progetto le eterogenee singolarità che compongono il tessuto cittadino di Ferrara: lavoratori e precari, studenti universitari e medi, migranti, potranno trovare nella radio uno spazio vivo dove portare le proprie istanze e farsi contaminare da quelle degli altri. Non un contenitore da riempire, ma uno spazio sociale che prende vita a partire dalle energie che si autorganizzano attorno ad esso.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)
PAESE REALE
di Piermaria Romani