Presentazione programma cultura e turismo Italia in Comune
Da: Informazioni Alberto Bova
“C’è chi dice che con la cultura non si mangia. E io invece dico che si mangia, si beve e si dorme: è con la cultura, e il turismo, che Ferrara può rilanciarsi”. Così il candidato sindaco per la lista Italia in Comune – Ferrara Concreta Alberto Bova presenta la tavola rotonda organizzata ieri 18 maggio al bar pasticceria B70 per illustrare il programma elettorale dedicato a cultura e turismo. “Ci sono elementi geografici che possono favorirci – continua Bova – Ferrara è a poca distanza da centri saturi come Venezia e Firenze, e bisogna lavorare per inserirsi in queste tratte. In città la permanenza media dei turisti è di un giorno e qualche ora, le presenze sono circa 500000 come negli anni pre-terremoto: sono buoni dati ma dobbiamo migliorare molto”.
“Si è ormai resa necessaria una nuova politica locale per la cultura”, dichiara quindi il candidato sindaco Bova. Due le direttive di intervento: “una gestione culturale a vocazione internazionale – evidenziano i relatori Massimo Marchetti e Cosimo Copertino – e l’uso di nuove tecnologie per lo sviluppo del turismo”. La proposta di Italia in Comune è infatti quella di lavorare sulla profilazione dei turisti a partire dall’analisi dei data: “questo significa lavorare con l’Ateneo, le associazioni di categoria e la Camera di Commercio per conoscere statistiche di permanenza, turismo di prossimità, itinerari, flussi e poter intervenire con efficacia”. Si propone poi l’istituzione di un “polo culturale – evidenzia la candidata al Consiglio Comunale Morena Morelli – per una promozione fattiva delle attività culturali: immaginiamo un ufficio che lavori sotto la guida dell’Assessorato e che sia capace di mettere in campo azioni pratiche per il turismo come la creazione di pacchetti specifici per migliorare i dati di permanenza dei visitatori in città”. Il rilancio della città estense non può prescindere dalla ricerca di un respiro internazionale. “Questo significa – illustrano i relatori – ripensare al polo museale, che è centrale nel sistema ferrarese, magari con l’apertura di altri canali come quello del contemporaneo. Un esempio? La valorizzazione effettiva del PAC (Padiglione Arte Contemporanea) e la progettazione di Palazzo Prosperi-Sacrati come Museo”. Ma si dovrà intervenire anche “su cose molto più semplici, eppure mancanti – evidenziano all’unisono – come l’efficacia e l’efficienza della segnaletica turistica”. La riprogettazione del ‘sistema cultura’ ferrarese deve però tener conto del venire meno di un soggetto sponsor fondamentale come Carife: a riguardo riveste primaria importanza l’istituzione di una di figura professionale a cui si deleghi “la razionalizzazione della ricerca di fondi e sponsor per intercettare così l’interesse del tessuto economico ferrarese: dobbiamo rispondere all’urgenza dei finanziamenti con una reale collaborazione tra Pubblico e privato”, spiega la candidata Morelli.
Italia in Comune individua anche un altro ambito di intervento: il decentramento delle attività culturali. Lo spiegano le candidate al Consiglio Comunale Tiziana Agosti e Carlotta Simone: “bisogna rivitalizzare le periferie non solo sostenendo le piccole attività commerciali decentrate ma anche la cultura fuori Mura, favorendo una creatività già presente e portando nuove attività. Questo, va da sé, comporta la necessità di un ampliamento del trasporto pubblico, una delle proposte nel programma di Italia in Comune. Noi vogliamo un cambiamento vero e proprio nella frequentazione dei luoghi: non ci sono solo i luoghi del centro città, i molti spazi comunali decentrati potrebbero ospitare laboratori, spettacoli, eventi che ora si svolgono tra le sole vie del centro”. Tra le proposte, anche l’istituzione di un festival itinerante per la promozione di musicisti locali e la valorizzazione delle culture emergenti come quelle che si esplicano nelle arti visive, in un’ottica di riqualificazione urbana, coesione sociale e ampliamento dell’offerta culturale cittadina.

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Riceviamo e pubblichiamo
PAESE REALE
di Piermaria Romani
Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)