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Pd: esternalizzazione delle scuole Gobetti e Mongolfiera mai comunicata o discussa

Articolo pubblicato il 27 Agosto 2020, Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

Tempo di lettura: 2 minuti


Da: Ufficio Stampa Gruppo PD

Abbiamo con grande stupore appreso casualmente della decisione della Giunta Fabbri di esternalizzare due scuole d’infanzia, la Gobetti e la Mongolfiera.

Mai in questi mesi, in occasione dei Consigli comunali o delle Commissioni, il Sindaco, l’assessora Kusiak o altri membri della Giunta hanno pensato di comunicare e discutere questa decisione.

Anche nell’ultimo Consiglio comunale del 27 luglio quando si sono discusse delibere di variazione di bilancio dell’Istituzione Scuola questo tema non è stato neppure lontanamente toccato.

Inoltre la macchina della propaganda della Giunta, in questi mesi cresciuta con nuovi portavoce e addetti, non ha mai prodotto un comunicato o una conferenza stampa sul tema, e solo oggi, a pochi giorni dalla prevista esternalizzazione per il 1º settembre, ne è stata data comunicazione ai lavoratori, ai sindacati e ai comitati di partecipazione.

Troviamo questo atteggiamento della Giunta non solo poco trasparente, ma offensivo nei confronti della città, delle famiglie e dei bambini, degli educatori delle scuole comunali. 

E poco rispettoso verso i Consiglieri comunali, verso tutti i Consiglieri comunali.

Un atteggiamento che rischia di vanificare e mettere in crisi un sistema educativo cresciuto in questi anni grazie a una gestione che ha visto uno sforzo di integrazione tra il pubblico e il privato sociale, nel rispetto dei ruoli e delle competenze, mettendo sempre al centro la dignità del lavoro degli educatori e l’educazione dei bambini.

Per questo motivo come gruppi consiliari PD, Gente a Modo, Azione Civica, Movimento 5 stelle e Gruppo Misto chiediamo la convocazione urgente di un Consiglio Comunale straordinario per poter discutere, insieme alla città, di questa scelta che impatta fortemente sul sistema educativo e delle famiglie della città.  E chiediamo che la convocazione avvenga naturalmente prima del 1º settembre e che fino alla discussione con organizzazioni sindacali e consiglio comunale qualsiasi provvedimento sia sospeso.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
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PAESE REALE
di Piermaria Romani