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“In cuore abbiamo tutti un Cavaliere pieno di coraggio, pronto a rimettersi sempre in viaggio, e uno scudiero sonnolento, che ha paura dei mulini a vento.”
(Gianni Rodari)

Nel 2017 Carla Sautto fu investita da un’auto mentre attraversava a piedi le strisce pedonali: dopo due interventi chirurgici, ha ricominciato a camminare, ma con limitazioni permanenti. Dedica queste poesie alle vittime della strada, a chi non si arrende, a chi converte rabbia e dolore per comprendere e imparare, a chi si prende cura con amore delle persone sofferenti, a chi guida.

IL MURO

Non l’accetto. Non mi arrendo.
È la mia forza e la mia debolezza.

Un ariete contro un muro
incapace d’accontentarsi
dell’erba smunta su questo fronte.

Talvolta però la pietra schianta
e svela il miracolo,
l’impossibile.

Di più, è farsi bastare d’aver tentato
con le corna e l’orgoglio scheggiati
a sfrigolare nello stomaco.

Ma non potrei fare in altro modo:
pochi i soli lanciati da questa parte,
e nacqui ariete
né pecora
né farfalla.

IO, TU, IL MARE

C’è un’onda che mi chiama.
Se tu credi che oda solo il suo rollio, ti sbagli.
Ci ho pensato bene
sulla panchina, di fronte
a una landa di sabbia ostile che ci separa.
Tu, come un potente baio
tiri quattro ruote di un aratro;
io, salda, trattengo il vomere,
accompagno l’incedere.
Il cercatore di metalli
ci guarda come la più strana cosa
rinvenuta oggi, tra le dune.
Dai miei piccoli solchi già germoglia
l’ostinazione,
scricchiola l’odore aspro
della decomposizione a chiazze
tra conchiglie e alghe spezzate.
Eccomi. Naufraga del male. Seduta
sul deambulatore ad un passo
dal tuo passo bagnato.
Non ti sentivo bene da laggiù.
Ora parla: ti ascolto.
Non siamo mai stati così simili,
anche tu, rinchiuso tra cielo e terra
con tutta la tua rabbia
con tutta la tua potenza
ritenerti d’essere qualcosa di più,
in fondo,
di un sommovimento di liquidi e carne.
Calmati. Parla in moto lento.
Facciamo finta che siamo soli, io e te,
mentre lui ci guarda.

(poesia premiata)

PRIMI PASSI NELLA MIA GOLENA

Sul muschio di tappeto giovane
affondo il passo, le stampelle.
Il dolore è la lancetta del mio incedere.
Come un automa, un burattino,
un bradipo: questo ora sono
tra ghiande e noci marce.
Sono venuta qui
per questo campo zuppo e silente,
tra ciuffi d’erba ardui come montagne,
miseri avvallamenti come baratri.
Un’eternità per toccare la recinzione
a ciglio della riva.
Nemmeno il fiume mi viene incontro,
ma svolge l’ansa, tuffa salici,
trattiene l’onda e il fiato.

PROFUMO DI MEDICO

Esco, con il profumo dell’ultimo medico
addosso
persistente a risalire le narici
al cervello e friggervi la sentenza.
Oggi lasciami toccare il fondo
e crogiolarmi un po’ di lacrime,
qualche sano urlo di autocommiserazione
il proposito di far male a qualcuno
una lista schiantata di improperi.
È una farsa anche questa
come assistermi sul palco di questo viale
grumoso e spaccato dopo l’ultima pioggia,
la tragedia che non si può fuggire
io, mattatore,
il mio nome cubitale sui manifesti.
Uno o due giorni, non di più, me li posso concedere;
gli altri, con il conforto facile, mi stiano all’orizzonte.
Per dovermene vergognare – si fa per dire –
ripassa domani.

ORA SAI

Poi ti accorgi di chi ti sta accanto,
quando non hai più nulla da dare
se non un corpo che sforma il letto
e occhi in cerca di consolazione.
Non bussano più alla tua porta.
Come segugi fiutarono il vento marcio.
Ben nascosti per non essere scovati,
hanno scuse pronte sui taccuini.
Te ne accorgi perché nello sfacelo
sai a quale sola mano aggrapparti,
dove volgere la bocca e il pensiero
a quale schiena addossare la tua soma.
Te ne accorgi e sono loro a fare cernita,
a dividersi con un taglio netto,
posizionarsi su sponde opposte,

nonostante le parole e gli orpelli
ora sai di che metallo hanno i denti
e il cuore.

© Carla Sautto Malfatto – tutti i diritti riservati

Carla Sautto Malfatto (Ferrara, 1954) ha ottenuto oltre centosettanta premi per la poesia, la narrativa, la pittura e la grafica in concorsi nazionali e internazionali, tra cui la Targa d’Argento della Presidenza della Camera dei Deputati, la Medaglia del Senato, il Premio Consiglio dei Ministri, il Premio Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Medaglia del Pontefice Francesco I, il Premio Unesco, Premi alla Cultura, della Critica, della Giuria; il Premio Terme di Salsomaggiore per la pittura 2002. Ha pubblicato Farfalle e Scorpioni (racconti) e Troppe nebbie (poesie), entrambi pluripremiati. Collabora a riviste di cultura; è membro di giuria in concorsi letterari e lo è stata in concorsi artistici; i suoi testi di poesia e narrativa sono pubblicati in prestigiose antologie; le sue opere d’arte fanno parte di raccolte pubbliche e private. Per molti anni ha compiuto volontariato fornendo materiale e insegnamento artistico in scuole, pediatria oncologica, corsi per disabili psichici.

La rubrica di poesia Parole a capo esce regolarmente ogni giovedì mattina su Ferraraitalia. 
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Benini & Guerrini



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