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Nuovo seminario Auxing: “Leggere il paesaggio”

Articolo pubblicato il 14 Marzo 2016, Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

Tempo di lettura: 2 minuti


da: Auxing

La mèta del viaggio è comprendere le forme del paesaggio, imparando a leggerne i segni più e meno evidenti ma anche scoprendo l’importanza della presenza del paesaggio nella narrazione, letteraria, cinematografica o grafica che sia.
La cartolina illustrata che ci invita a viaggiare verso quella méta è il riconoscimento che l’UNESCO ha dato a Ferrara e al suo paesaggio Rinascimentale.

Prima tappa: qual è la definizione di paesaggio; come si classificano i paesaggi; perché è importante tutelare la corretta evoluzione del paesaggio; la conservazione del paesaggio storico; quanti paesaggi si possono incontrare nella vita; come declinare un paesaggio identitario.

Seconda tappa: come si legge un paesaggio; l’album di famiglia e la scoperta delle “fotografie da piccola” di una terra; le invarianti del paesaggio e le loro forme di rappresentazione; interferenze e meticciamenti; sono sempre negativi? Alcuni esempi di progetti nel/di paesaggio.

Terza tappa: origine, iter e contenuti del riconoscimento UNESCO a Ferrara e al suo territorio; gli elementi del paesaggio culturale riconosciuto dall’UNESCO; i rischi di trasformazione del paesaggio: la sperimentazione di un metodo applicato alla “Diamantina”; Bondeno e la provincia Occidentale: uno straordinario romanzo di paesaggi da scoprire, pagina dopo pagina.

Quarta tappa: “leggere” il paesaggio nella narrazione creativa; lettura espressiva di brani da opere note e inedite; esempi di paesaggio nel cinema e nel fumetto; ruolo della descrizione del paesaggio nella narrazione creativa.

Atrio degli arrivi (aspettando i parenti): piccolo laboratorio di scrittura creativa dedicato alla descrizione di paesaggio.
Durata del viaggio: ogni tappa dura 2 ore. Si può anche arrivare a 3 se i viaggiatori non si rivoltano contro il macchinista. Nell’atrio degli arrivi ci si può stare a volontà o, almeno, fin che il custode non chiude.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani