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Nota del sindaco Tiziano Tagliani sui criteri che disciplinano la collocazione dei “banchetti politici”

Articolo pubblicato il 3 Marzo 2014, Scritto da COMUNE DI FERRARA

Tempo di lettura: 2 minuti


da: ufficio stampa Comune di Ferrara

In merito alla polemica sollevata da Mario Zamorani sui criteri che disciplinano la collocazione dei cosiddetti “banchetti politici”, vorrei esprimere alcune considerazioni.
Quali sono, in buona sostanza, le finalità del provvedimento della giunta che Zamorani contesta? Evitare che una forza politica possa “occupare” il medesimo spazio per periodi troppo lunghi, a scapito di altri eventuali richiedenti, come purtroppo in passato è spesso accaduto (forse qualcuno ricorderà che – prima dell’adozione del provvedimento – Forza Nuova ha occupato il Volto del Cavallo per molte settimane consecutive), ed evitare la congestione sempre sui soliti spazi, dove capitava che due o più formazioni politiche si accalcassero in pochi metri quadri. Tali necessità sono state rimarcate durante un incontro in Prefettura anche dalle forze preposte all’ordine pubblico, che hanno l’onere di vigilare sulle manifestazioni ma non possono garantire la propria presenza in modo continuato e non programmato.
Si tratta, in poche parole, di regole dettate dal buon senso e dalla constatazione che non mancano i luoghi caratterizzati da buona visibilità e considerevole transito di persone e che quindi non si arreca alcun danno alla libertà di espressione se si chiede ai movimenti politici di darsi un po’ più frequentemente il cambio nell’utilizzo delle postazioni. Aggiungo che i banchetti politici non sono l’unica tipologia di occupazioni di suolo pubblico che viene legittimamente richiesta in centro, ed è necessario garantire anche ad altre manifestazioni la possibilità di svolgimento.
Non vi è stata alcuna infrazione al regolamento COSAP, che detta criteri e metodi per l’applicazione del canone di occupazione di suolo pubblico (e, nel caso specifico delle occupazioni con finalità politiche, esenta dal pagamento del canone), ma lascia gli altri aspetti alla discrezionalità dell’Amministrazione, nel rispetto in particolare delle esigenze della circolazione, dell’igiene e sicurezza pubblica nonché estetica e decoro ambientale (Reg. COSAP art.11).
Sono pronto a confrontarmi col sig. Zamorani quando vuole, anche in presenza – se ritiene – di tutti i presidenti di Consiglio comunale che si sono avvicendati nel corso degli anni. Lo invito – nel frattempo – a sospendere lo sciopero della fame.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani