Modonesi sul metodo della Lega a Ferrara
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Da: Informazioni Aldo Sindaco
Per settimane ho fatto campagna elettorale presentando decine di proposte su tutti i temi che riguardano il futuro della città e dei suoi abitanti e così continuerò a fare nei giorni che ci separano dal voto del 26 maggio. Ma non posso ignorare una vicenda che francamente sta diventando piuttosto ingombrante e su cui pesa moltissimo il silenzio del candidato Sindaco della Lega Alan Fabbri.
Non parlo del casellario giudiziario o dei reati penali di “Naomo”, ma del clima di intimidazione creato dalla Lega a Ferrara. Faccio un breve riassunto: il capolista della Lega Nicola “Naomo” Lodi prima chiama “verme” pubblicamente un giornalista e lo minaccia di aspettarlo sotto lo scalone del Comune per le sue inchieste e poi viene fuori che non solo era stato contattato per avere l’opportunità di replicare ma che ha deciso di procedere con una diffida alla pubblicazione del suo avvocato anziché dare delle semplici risposte. E fin qui poco di nuovo. Il “metodo Naomo” lo conosciamo: minacce e “calci in culo”.
Poi arriva un secondo tassello: la risposta dello staff di Alan Fabbri. Anziché dissociarsi dalle minacce e dalle intimidazioni (come avrebbe fatto qualsiasi candidato Sindaco serio), preferiscono chiedere ai sostenitori di attaccare “compatti e soprattutto incazzati” quella che loro definiscono “stampa di regime”.
Ma è possibile che Alan Fabbri neanche questa volta abbia qualcosa da dire? Dopo una campagna elettorale fatta a braccetto con lui in tutto e per tutto, tanto da sembrare il candidato vicesindaco di “Naomo”, non ha pensato neanche per un attimo di dissociarsi dalla vera faccia della Lega ferrarese? Penso che a questo punto Fabbri debba dare più di qualche risposta ai ferraresi.

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Riceviamo e pubblichiamo
Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)
PAESE REALE
di Piermaria Romani