Margherita Giacobino parla del suo romanzo L’età ridicola
Da: Centro Documentazione Donna
Giovedì 10 gennaio 2019 ore 18 presso Biblioteca del Centro Documentazione Donna in via Terranuova 12/b – Ferrara
Una vecchia quasi novantenne vive sola in un appartamento nel centro di Torino, in compagnia dei ricordi di Nora, la donna che ha amato più di se stessa e che è morta da più di un decennio. Ora ha solo due creature di cui prendersi cura, Veleno, il felino matusalemme, e la dolce Malvina, l’amica di tutta la vita, che vede procedere a piccoli passi incerti sui sentieri della demenza. Le sue giornate sono cadenzate dalla presenza di Gabriela, giovane governante proveniente da un Paese dell’Est.
Il libro è una dichiarazione d’amore per la vita. La vita per quello che è, più che mai in questo nostro tempo orfano di ogni possibile sol dell’avvenire, intento a fare i conti con ciò che resta dopo la rinuncia a credere in un senso delle cose, divino o umano che fosse.
Il ridicolo del titolo può riferirsi all’età della vecchia o alla nostra epoca, in ogni caso il ridicolo è il sentimento di ilarità che meglio di altri può proteggerci davanti all’assurdo ed è il più consigliabile da coltivare per fare i conti con la vita stessa.
Margherita Giacobino, da Un’americana a Parigi (pubblicato nel 1993 con lo pseudonimo di Elinor Rigby e ripubblicato nel 2018 da Il dito e la luna) e Casalinghe all’inferno, del 1996, seguiti da altri sei romanzi (di cui La morte giovane, pubblicato con lo pseudonimo di Rita Gatto) fino a questo L’età ridicola del 2018 si è affermata come una delle scrittrici più apprezzate e amate da un pubblico non solo lgbt. Tradotta in numerosi paesi è autrice anche di saggi sulla letteratura lesbica e curatrice di una collana della casa editrice Il dito e la luna.
La presentazione è organizzata in collaborazione con Arcilesbica Ferrara

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Riceviamo e pubblichiamo
PAESE REALE
di Piermaria Romani
Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)