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Lockdown, Venturi sconfessa se stesso, Rancan (Lega E-R): “Perché ha accettato l’incarico se in disaccordo col suo governo?”

Da: Ufficio Stampa Lega Emilia-Romagna

“Perché l’ex assessore regionale Sergio Venturi ha accettato l’incarico a commissario straordinario all’emergenza se oggi, oltre a sconfessare il proprio operato, dichiara apertamente di essere in disaccordo con quanto deciso dal governo Conte, del quale il suo partito, il Pd, fa parte?”. Così il capogruppo regionale della Lega E-R, Matteo Rancan, sulle dichiarazioni di Venturi, che ha ammesso: “Se dovessi rifare un lockdown domani, non lo rifarei come l’abbiamo fatto: sono piu’ efficaci lockdown mirati in alcuni focolai particolarmente aggressivi”.

“Del resto – continua Rancan – rimangono enormi dubbi e lacune sulla gestione dell’emergenza in Emilia-Romagna. Uno su tutti: perché Piacenza – realtà che più di tutte in Italia ha pianto vittime, in termini percentuali – non è stata fatta fin da subito zona rossa? Perché il ministro De Micheli il 24 febbraio giustificò la cosa dicendo che non c’erano ‘contagi autoctoni’? Ricordo che uno studio attribuito all’Azienda sanitaria di Piacenza (intitolato “Epidemia di Covid-19 in provincia di Piacenza: relazione tecnica”) rivela che a Piacenza i primi sintomi della malattia sono comparsi tra il 10 e il 21 febbraio, data in cui è stato confermato il primo caso in Italia”.

“Come è stato possibile che, nonostante lo stato di emergenza, a Piacenza tra il 10 e il 21 febbraio nessuno si sia accorto di nulla? Bonaccini ha di fatto commissariato la sanità, lasciando a Venturi la regìa, e lui si è palesato praticamente solo quando si trattava di parlare di scalata al Pd o di candidatura alla premiership. Uno spettacolo francamente triste e inopportuno” conclude il capogruppo leghista.

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Riceviamo e pubblichiamo



PAESE REALE
di Piermaria Romani

Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)