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Lettera di Italia Nostra al Sindaco di Ferrara

Articolo pubblicato il 30 Ottobre 2020, Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

Tempo di lettura: 3 minuti


da: arch. Andrea Malacarne

Gentile signor Sindaco,

Italia Nostra non può che accogliere con soddisfazione la notizia, in più occasioni apparsa sulla stampa, dell’intenzione dell’Amministrazione Comunale di procedere alla manutenzione straordinaria di un chilometro di mura ogni anno, dando ovviamente per scontato che nei restanti otto chilometri si attui, nel frattempo,  la necessaria manutenzione ordinaria.

Il lavoro di ricerca e di documentazione sullo stato delle mura operato negli anni settanta del Novecento dalla sezione di Italia Nostra di Ferrara, soprattutto per merito del compianto presidente avvocato Paolo Ravenna, che sfociò nella memorabile prima edizione della mostra presso la chiesa di San Romano nel 1983, creò le condizioni necessarie al recupero della cerchia muraria avvenuto nei decenni immediatamente successivi. L’attenzione di Italia Nostra  durante il periodo dei restauri, ed in seguito  il richiamo a mantenere una adeguata manutenzione a restauro avvenuto, è stata decisa e costante nel tempo. Si allega come esempio, tuttora per noi di grande attualità, il comunicato stampa emesso dall’Associazione nel giugno del 2007, nel quale si lanciava la proposta di inserire il parco delle mura ed il parco urbano all’interno di un sistema di protezione più vasto e consolidato quale il Parco del Delta del Po, anche per meglio garantire nel futuro le risorse necessarie alla manutenzione dell’importante sistema monumentale ed ambientale che caratterizza la città.

Le confessiamo rammarico per aver appreso solo dalla stampa delle intenzioni dell’Amministrazione. Poco dopo il Suo insediamento abbiamo chiesto un incontro di presentazione nel quale abbiamo avuto modo di ricordare, in modo non formale, una serie di temi e problemi che la nostra Associazione ritiene importanti per il presente ed il futuro della città, offrendo la nostra disponibilità al confronto. Dopo quell’incontro, avvenuto più di un anno fa, non siamo mai stati chiamati ad alcun approfondimento preventivo, richiesta di parere o confronto sui temi di cui l’Associazione si occupa.  E’ alle porte l’elaborazione del nuovo piano urbanistico della città: ci auguriamo che siano create sedi e possibilità di discussione e di confronto adeguate e non tardive.

Sul restauro delle Mura, ad esempio, riterremmo, come avvenuto nel passato, di poter fornire un contributo utile.

Qualche esempio: il restauro delle mura è avvenuto sulla base di un progetto e di un manuale d’intervento unanimemente ritenuto di grande qualità. Ci piacerebbe sapere se si intende procedere nella manutenzione seguendo le preziose indicazioni metodologiche di quel progetto. In merito alle osservazioni dell’assessore Maggi nel corso della conferenza stampa sul rischio effettivo che si creino tratti di mura di serie A e di serie B (non possiamo che richiamarci a fonti di stampa per quanto sopra lamentato) ricordiamo che il progetto mura affrontava, con soluzioni progettuali mai realizzate, il problema della continuità della percorribilità della cerchia murariaanche da noi sempre auspicato. Cosa pensa la nuova Amministrazione di quelle proposte? Intende riprenderle o rielaborarle?

Italia Nostra pone inoltre da tempo il problema della necessità di competenze paesaggistiche nella cura del verde delle Mura, sia nelle nuove piantumazioni che nelle scelte riguardanti il controllo del verde spontaneo.

Alcuni interventi in corso o da poco terminati destano non poche perplessità in merito alla coerenza col progetto mura. Ci si riferisce, ad esempio, a scelte di finitura e di dettaglio al baluardo dell’Amore e ai fornici di via Azzo Novello. Ma è bene anche ricordare che il progetto “finalizzato al restauro, recupero e valorizzazione delle mura e del sistema culturale-museale della città” conteneva una serie organica di indicazioni sulle destinazioni d’uso di una parte importante del patrimonio monumentale della città. Lungimiranti, ad esempio, le indicazioni riguardanti gli edifici che prospettano sul quadrivio dei Diamanti, questione oggi di grande importanza e attualità.

La qualità del restauro delle mura dipese, tra l’altro, dalla scelta lungimirante del Comune, anche su sollecitazione di Italia Nostra, di avvalersi nei primi anni ottanta del parere e della consulenza di una commissione di esperti di fama e valore internazionale, presieduta da Bruno Zevi.  Dopo il restauro delle mura in più occasioni alcune associazioni culturali della città (Ferrariae Decus e Italia Nostra in particolare) hanno evidenziato alle Amministrazioni Comunali che si sono succedute la utilità, se non necessità, di un osservatorio permanente sullo stato di un organismo ambientale-monumentale complesso come il parco delle Mura, per noi sempre e indissolubilmente legato al Parco Urbano. Una sorta di “Opera delle Mura” di cui ci pare utile ribadire l’esigenza anche alla attuale Amministrazione della città.

Confidando che ci vengano fornite occasioni di approfondimento di quanto sopra esposto, e di molto altro, se ritenuto utile, porgo saluti cordiali.

Andrea Malacarne
Presidente della sezione di Italia Nostra di Ferrara

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani