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Le classi del Montalcini per le vie del ghetto di Ferrara visitando i luoghi cardine della Comunitá ferrarese

Articolo pubblicato il 13 Febbraio 2020, Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

Tempo di lettura: 2 minuti


Da: IIS Montalcini.

Chiudendo le iniziative che riguardano la Giornata della Memoria, è stata organizzata dall’Istituto Montalcini un’uscita didattica presso la città di Ferrara con visita al ghetto e ad luoghi simbolo della Ferrara ebraica con la studiosa Laura Secchieri Graziani, pregevole studiosa degli Insediamenti della comunità ebraica ferrarese e della struttura urbanistica abitativa del ghetto di Ferrara.

Gli alunni del Montalcini hanno scoperto che Il primo ghetto d’Europa è stato istituito a Venezia nel 1516 per volontà della Repubblica veneta, mentre quello di Ferrara è stato istituito successivamente dalle autorità ecclesiastiche cattoliche quale forma di controllo e segregazione degli ebrei nel 1624 e ha funzionato fino all’unità d’Italia (1860).

L’attuale quartiere dell’antico ghetto di Ferrara si trova a poca distanza dal Duomo e dal Castello e ha mantenuto in larga misura la sua struttura e i suoi caratteri originari.

Nella passeggiata per il ghetto gli alunni del Montalcini hanno ricordato Giogio Bassani, lo scrittore che ha fatto conoscere la Ferrara ebraica al mondo.

La visita dei ragazzi é iniziata da via Mazzini, di cui parla anche Bassani, situata in fondo alla Piazza Trento e Trieste e dove era uno dei cinque cancelli che chiudevano il ghetto, é proseguita per via Vignatagliata, dove si trovava il secondo cancello e da qui gli alunni si sono addentrati nel vero cuore del ghetto dove si svolgeva la vita quotidiana della comunità, via Contrari e via della Vittoria, Piazzetta Lampronti ecc. Queste vie conservano ancora quasi inalterato l’aspetto che avevano nei secoli scorsi e per questo vanno percorse in silenzio, cercando di coglierne l’atmosfera particolare, di percepire il senso della vita di una comunità che nel tempo ha vissuto qui momenti sereni, ma, più spesso momenti di persecuzione e di dolore.

La dott.ssa Graziani raccontato agli studenti dell’architettura del ghetto, di come nel tempo esso sia cambiato e chi l’ha abitato, trasportando gli alunni nella vita quotidiana di quegli uomini e di quelle donne di cui oggi possiamo ancora avere memoria.

In un tour emozionante, coinvolgente ed evocativo gli alunni della 2 A sss dell’IIS Montalcini di Argenta hanno reso onore alla memoria di tutti gli ebrei di Ferrara perché conoscere e non dimenticare è un dovere di tutti, soprattutto delle nuove generazioni, che proseguano nel futuro facendo tesoro delle esperienze sia positive sia negative del passato.

Un ringraziamento speciale va al Direttore dell Biblioteca Ariostea Angelo Andreotti per il prezioso aiuto e supporto fattivo e collaborativo e a Fausto Bertoncelli del Comune di Ferrara, che ci ha ‘guidati’ in modo strategico per le vie della cittá.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani