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La vita, innocente e accattivante come un cioccolatino

Articolo pubblicato il 7 Novembre 2014, Scritto da Simonetta Sandri

Tempo di lettura: 4 minuti


Fine anni Cinquanta, il tranquillo paese di Lansquenet-sous-Tannes, nella tenuemente colorata campagna francese. Qui la parola d’ordine è, appunto, tranquillità, calma, il volersene stare lontani da problemi, complicazioni e storie strane. I cambiamenti non sono ben visti, dalla bigotta e perbenista comunità del villaggio, sulla quale vigila, attento, il morigerato, serio e stimato sindaco Conte de Reynau, impegnato a salvare le apparenze del suo tentennante matrimonio e le cui parole d’ordine sono sempre e solo tre: duro lavoro, moderazione e autodisciplina.

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Una scena del film

Ma il vento del nord ha ben altri piani, lui è irrequieto, agile, curioso, spensierato e fresco e, un bel giorno, decide di portare con sé la bella nomade e stravagante Vianne Rocher (Juliette Binoche), che arriva a Lansquenet con la figlia Anouk. Due spiriti leggeri e liberi, proprio come quel vento che le accompagna. Ecco allora la sorpresa, quel cambiamento che fa paura a tutti, quella novità che spaventa e che fa parlare: Vianne apre un grazioso ed elegante negozio di cioccolato, la grande tentazione, con vetrine accattivanti e tentatrici che si affacciano proprio di fronte alla chiesa. Gli equilibri della comunità sono sconvolti, e non solo da questa iniziativa, ma anche dall’arrivo di un gruppo di nomadi, alla cui guida si trova l’affascinante Roux (Johnny Depp). Un mix esplosivo.

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La locandina

Tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice britannica Joanne Harris, Chocolat, questa bella favola, dove si fantastica di libertà, di lotta a tutto ciò che è convenzionale, offre la possibilità alla cioccolata di scatenare una vera e propria guerra. Strano ma vero.
L’antitesi fra il Bene e il Male è la storia di sempre: novità contro tradizione, desiderio contro astinenza, istinto personale contro buon senso comune, amore contro odio, tolleranza contro intolleranza, chiusura contro apertura, gentilezza contro indifferenza, dolce contro amaro. Vianne rappresenta la Vita in tutta la sua forza e i suoi istinti primordiali: ha una figlia ma non è mai stata sposata, non frequenta affatto la chiesa, offre ai penitenti cioccolata durante la Quaresima e ospitalità agli zingari di passaggio, è bella e passionale.

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La nonna e il nipote

Lo scontro tra i sostenitori del buon costume e questa “strega cattiva” fa scoppiare le antiche tensioni da sempre represse, trasformandosi in una battaglia senza esclusione di colpi che spaccherà in due Lansquenet. Ma la giovane donna è buona e piena di amore per il prossimo: accoglie Josephine, umiliata e picchiata dal marito, fa riavvicinare la vecchia Armande (una fantastica Judi Dench) al suo nipotino vittima delle restrizioni della madre e si mostra amichevole nei confronti della comunità nomade, la cui permanenza è boicottata dai pregiudizi di tutti gli altri. L’amore è l’ingrediente fondamentale delle fiabe, e in questa è raccontato davvero in ogni forma: di una madre per la figlia, di una nonna per il nipote, di due anziani che riscoprono l’emozione perduta. Da parte sua, l’anticonformista Vianne non potrà che legarsi a un’anima libera e senza radici come la sua, quella di Rioux, zingaro chitarrista dallo sguardo magnetico e col fascino da gentiluomo.
Con l’apertura della cioccolateria un vento di cambiamento comincia a soffiare in città, risvegliando le emozioni dei cittadini e degli spettatori. Vianne riesce a cogliere i desideri delle persone e a indirizzarle sul sentiero che hanno smarrito, senza forzarle, ma accompagnandole, con la capacità di saper ascoltare e capire chi ci circonda.

Al centro di tutto, dicevamo, il cioccolato, in tutte le sue belle, molteplici e buone forme, che ci ricorda i piaceri della vita, quelli così piccoli e dolci che ci rendono umani. Perché lasciarsi andare ogni tanto fa bene, il potere liberatorio del piacere e dell’appagamento sono unici, senza inutili sensi di colpa. Allora lasciatevi andare un po’ pure voi, anche con un solo cioccolatino, e la vita sarà sicuramente più bella (e dolce….).

Chocolat, di Lasse Hallström, con Juliette Binoche, Judi Dench, Johnny Depp, Alfred Molina, Carrie-Anne Moss, Lena Olin, Victoire Thivisol, Hugh O’Conor, Peter Stormare, USA, 2000, 121 mn.

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Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Giornalista pubblicista dal 2016, ha conseguito il Master di Giornalismo presso l’Ecole Supérieure de Journalisme de Paris, frequentato il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di Cinema Immagina di Firenze, curato da Giovanni Bogani, e il corso di sceneggiatura cinematografica della Scuola Holden di Torino, curato da Sara Benedetti. Ha collaborato con le riviste “BioEcoGeo”, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, “Mosca Oggi” e con i siti eniday.com/eni.com; ha tradotto dal francese, per Curcio Editore, La “Bella e la Bestia”, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Appassionata di cinema e letteratura per l’infanzia, collabora anche con “Meer”. Ha fatto parte della giuria professionale e popolare di vari festival italiani di cortometraggi (Sedicicorto International Film Festival, Ferrara Film Corto Festival, Roma Film Corto Festival). Coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Belgio, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma.


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani