Skip to main content

La programmazione dell’Apollo dal 21 al 27 gennaio

Articolo pubblicato il 21 Gennaio 2016, Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

Tempo di lettura: 2 minuti


da: ufficio stampa Apollo Cinepark

Questa settimana all’Apollo arriva “Steve Jobs”, biopics di Danny Boyle, sceneggiato da Aaron Sorkin, tratto liberamente dalla biografia di Walter Isaacson su uno dei “geni” che hanno rivoluzionato il mondo a cavallo fra due millenni, con Micheal Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen e Jeff Daniels. L’opinione pubblica vuole Jobs genio e innovatore ma poco compatibile con il mondo esterno, Danny Boyle racconta invece del successo umano di Jobs ottenuto faticosamente, attraversando anni di insuccessi professionali, aspettative frustrate e umiliazioni pubbliche. Lunedì 25 alle 21.00 sarà in sala anche in versione originale con sottotitoli in italiano.
Il 27 gennaio, in occasione dalla Giornata della Memoria, l’Apollo propone la versione restaurata de “Il Grande Dittatore” di Charlie Chaplin, in collaborazione con la Cineteca di Bologna che ne ha curato il restauro.
Per Apollo Arte e Cultura, martedì 26 gennaio alle 20.15 dal Royal Opera House di Londra è di scena il balletto “Rapsodia – I Due Piccioni”, con la coreografia di Frederick Ashton. Il doppio spettacolo vede il suo allestimento di Rapsodia di Rachmaninoff su un tema di Paganini. La seconda metà dello spettacolo è invece costituita dal delicato, e apparentemente comico, “I due piccioni”, un lavoro raramente rappresentato, una delizia per i fan del balletto di tutto il mondo.
Restano in programmazione “La Corrispondenza”, di Giuseppe Tornatore con Jeremy Irons e Olga Kurylenko; “Revenant – Redivivo”, diretto da Alejandro González Iñárritu, con Leonardo di Caprio; il campione di incassi “Quo Vado” di Checco Zalone e per i più piccoli (e non solo!) “Il Piccolo Principe”.

sostieni periscopio

Sostieni periscopio!

Tutti i tag di questo articolo:

Riceviamo e pubblichiamo



Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani