Skip to main content

Filiera della bicicletta, l’Emilia Romagna tra le regioni che trainano il settore

Articolo pubblicato il 11 Novembre 2021, Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

Tempo di lettura: 4 minuti


Dopo Trentino-Alto Adige e Veneto la nostra regione si conferma tra quelle con la maggiore specializzazione dell’artigianato della filiera e nelle quale si associa una densità di piste ciclabili superiore alla media.
BOLOGNA, 11 novembre 2021. L’Emilia Romagna si conferma tra le regioni con la maggiore specializzazione dell’artigianato della filiera della bicicletta e nelle quale si associa una densità di piste ciclabili superiore alla media.

Alla fine del II trimestre 2021 a livello nazionale la filiera della bicicletta conta 3.323 imprese registrate con 7.384 addetti: l’artigianato conta 2.028 imprese, pari al 61,0% delle imprese della filiera (3 volte il 21,2% dell’artigianato sul totale imprese), e 3.315 addetti, il 44,9% del totale.
Le regioni più vocate, secondo l’indice che indica una alta specializzazione settoriale delle imprese per valori superiori a 150, sono Trentino-Alto Adige con 296, Veneto con 198 e Emilia-Romagna con 197.
Tra le 23 le province con una alta specializzazione della Filiera con l’indice che supera il valore di 200 troviamo Ferrara (251), Rimini (249), Forlì-Cesena (237), Ravenna (225) e Modena (213).

“Ancora una volta l’artigianato dimostra la sua forte capacità di traino dell’economia a livello nazionale. A confermarlo questa volta è la filiera della bicicletta. E in questo quadro, l’Emilia Romagna veleggia tra le prime tre posizioni – sottolinea Davide Servadei, presidente di Confartigianato regionale -. E’ altrettanto importante il dato sulla quantità di piste ciclabili perché, se da una parte, la costruzione, riparazione e accessori legati alla bicicletta spingono il Pil regionale, dall’altra la rete ciclabile attrae quel turismo slow, sempre più numeroso, alla ricerca di percorsi che permettano di godere le bellezze dei nostri territori in tranquillità e, spesso, lontano dai disagi e dallo stress creati dalla mobilità con mezzi a motore”.

Alcuni altri dati

La composizione settoriale vede il 56,8% delle imprese della filiera operare nella Riparazione di biciclette, articoli sportivi e attrezzature da campeggio (1.886 imprese), il 22,2% nel Noleggio di biciclette (738 imprese), il 15,9% nella Fabbricazione e montaggio di biciclette (528 imprese) e ed il 5,1% nella Fabbricazione parti e accessori per biciclette (171 imprese).
Per quanto riguarda l’artigianato si osserva che la Riparazione concentra l’80,8% delle imprese (1.639 imprese), quota superiore di ben 24,0 punti rispetto a quella rilevata per il totale delle imprese, segue la Fabbricazione e montaggio di biciclette con il 14,9% (303 imprese), la Fabbricazione di parti ed accessori per biciclette con il 3,8% (78 imprese) ed il Noleggio di biciclette è marginale e rappresenta solo lo 0,4% dell’artigianato (8 imprese).

Il made in Italy e la leadership dei produttori italiani

Nel 2020 l’export del settore della bicicletta vale 639 milioni di euro che per il 64,5% (412 milioni) riguarda componentistica e per il restante 35,5% (227 milioni) riguarda biciclette complete.
Italia è il 3° esportatore europeo di merci ed anche per i prodotti del settore della bicicletta con una quota dell’11,2% sul totale delle vendite dell’Ue a 27 dietro alla Germania con il 23,8% (1.358 milioni di euro) e ai Paesi Bassi con il 20,8% (1.187 milioni) ma davanti alla Francia con il 6,5% (371 milioni) e al Belgio con il 6,2% (353 milioni).

E-bike

Il dato di massimo dettaglio merceologico permette di individuare le “Biciclette e velocipedi a pedalata assistita con motore ausiliario elettrico” in cui sono comprese le e-bike. Le vendite ammontano nel 2020 a 79 milioni di euro, pari a 113.539 e-bike e le importazioni a 119 milioni di euro, pari a 121.556 e-bike, di conseguenza il saldo risulta negativo in valore per 39 milioni e in termini di numero (-8.017 e-bike) con importazioni di e-bike più costose di quelle esportate (976 euro vs. 698 euro).

Uso della bicicletta

L’analisi degli ultimi dati dell’Istat evidenzia che in Italia nel 2020 sono 930 mila le persone che usano la bicicletta per andare al lavoro ed a scuola o in università, 16 persone ogni mille abitanti; sul territorio si osserva una più elevata propensione all’uso della bicicletta per Provincia Autonoma di Bolzano con 75 persone ogni mille abitanti, Emilia-Romagna con 40 persone ogni mille abitanti, Provincia Autonoma di Trento con 33 persone ogni mille abitanti e Veneto con 28 persone ogni mille abitanti. In questi territori con il maggiore utilizzo della bicicletta si associa una maggiore specializzazione delle imprese della filiera della bicicletta.

Piste ciclabili

I dati relativi a 101 comuni capoluogo di provincia/città metropolitana su 109 indicano che nel 2019 le piste ciclabili sono lunghe di 4.731,5 km e primeggiano tra le regioni l’Emilia-Romagna con 1.394 km e tra le province Reggio Emilia con 251,9 km.
La mobilità in bicicletta è anche incentivata dai servizi di bike sharing che, tra l’altro, avvicinano i consumatori all’acquisto di una bici privata e aumentano il ricorso ai servizi di riparazione.

sostieni periscopio

Sostieni periscopio!

Tutti i tag di questo articolo:

Riceviamo e pubblichiamo



Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani