Festa dell’Europa, Bonaccini: “Celebriamo questa giornata puntando sul lavoro, sulle imprese, sulle ricchezze del nostro territorio e delle nostre comunità”
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Il 9 maggio 1950, con la dichiarazione Schumann, nasceva l’Ue. Il presidente della Regione: “L’Emilia-Romagna può crescere anche grazie ai fondi europei, che utilizzeremo tutti e bene”.
Bologna – “Utilizzare tutti, e bene, i due miliardi e mezzo di fondi che l’Europa mette a disposizione dell’Emilia-Romagna fino al 2020 per far crescere le nostre imprese, per tutelare e valorizzare le nostre ricchezze, per dare concrete opportunità di lavoro ai cittadini. Questo è il nostro modo di stare in Europa, di celebrare l’Europa”.
Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, interviene oggi in occasione della Festa dell’Europa, ricorrenza con cui ogni anno viene celebrata la Dichiarazione Schumann del 9 maggio 1950, considerata l’atto di nascita dell’Unione europea.
“Oggi festeggiamo una giornata importante, in un momento in cui l’Europa sta affrontando la fase più complicata della sua storia- aggiunge Bonaccini-. Voglio farlo ricordando soprattutto quanto c’è di positivo, anche se a volte forse di scontato, nell’essere ogni giorno cittadini europei. Ricordando quanto le risorse, oltre che la condivisone di principi e obiettivi comuni, aggiungano valore e contribuiscano alla crescita di un Paese e delle sue regioni. Utilizzeremo i fondi europei per aiutare le persone a trovare lavoro e le imprese ad essere più competitive, internazionali e innovative; per valorizzare il patrimonio artistico, culturale e ambientale e rafforzare il sistema agroalimentare. Anche così, grazie all’Europa, possiamo far crescere il nostro territorio e le nostre comunità”.
“Non dimentichiamo, chiaramente, le difficoltà che stiamo vivendo e che abbiamo davanti- conclude Bonaccini -. Per affrontare le divisioni e le complessità del progetto di integrazione europeo e riuscire a superarle, ci basti riflettere sulle prime parole della dichiarazione Schumann: ‘La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano’”.

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REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)
PAESE REALE
di Piermaria Romani