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Ferrara mercoledi 27 marzo | Vincere sul proprio destino attraverso la musica – I Concerti di Palazzo Bonacossi con Beethoven e Hummel

Da: Conservatorio Ferrara Press
“O voi uomini che mi credete ostile, scontroso, misantropo o che mi fate passare per tale, come siete ingiusti con me! Non sapete la causa segreta di ciò che è soltanto un’apparenza […]. Pensate solo che da sei anni sono colpito da un male inguaribile, che medici incompetenti hanno peggiorato. Di anno in anno, deluso dalla speranza di un miglioramento […] ho dovuto isolarmi presto e vivere solitario, lontano dal mondo […] se leggete questo un giorno, allora pensate che non siete stati giusti con me, e che l’infelice si consola trovando qualcuno che gli somiglia e che, nonostante tutti gli ostacoli della natura, ha fatto di tutto per essere ammesso nel novero degli artisti e degli uomini di valore”.

Così scrive Beethoven, a Heiligenstadt, un sobborgo di Vienna dove a quel tempo aveva residenza, il 6 ottobre 1802 in una lettera manoscritta, trovata postuma, indirizzata ai suoi fratelli Kaspar e Nikolaus Johann. Nonostante la sordità contro cui ha lottato strenuamente, capisce che non vi è più nulla da fare: per sua stessa ammissione, pensa anche a soluzioni estreme, purtuttavia riuscirà a superare la crisi, assai risoluto a vincere sul proprio destino. Di qui avrà inizio un periodo che gli storici definiranno “eroico” e che durerà fino al 1808 e alla Quinta Sinfonia, “Il destino che bussa alla porta”.

La Sonata n. 7, Op. 30 n. 2, per violino e pianoforte, che Alessandro Perpich e Francesca Giovannelli, docenti del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara eseguiranno mercoledì 27 marzo alle ore 18 a Palazzo Bonacossi di Ferrara (via Cisterna del Follo 5), fu composta proprio nell’estate del 1802 e dedicata all’imperatore di Russia Alessandro I. “La tonalità, Do minore, la ‘tragica’ per eccellenza e il tono lirico, appassionato, anche tempestoso e inquieto, parlano inevitabilmente del dolore esistenziale del compositore – spiega la curatrice della rassegna, la docente del Conservatorio Annamaria Maggese –, ma soprattutto dell’estrema volontà di non farsi sopraffare e di mai abbandonare l’agone della vita, trovando sublimazione nell’arte della musica”.

Organizzata dal Conservatorio Frescobaldi di Ferrara in collaborazione con i Musei civici di arte antica al museo di via Cisterna del Follo 5 a Ferrara, la data della rassegna è a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. In programma musiche di Ludwig van Beethoven (Sonata n. 7 in Do minore Op. 30 n. 2) per violino e pianoforte, e Johann Nepomuk Hummel (Quintetto in Mi bemolle minore Op. 87) per archi e pianoforte. Ad eseguirle Alessandro Perpich, violino, Jacopo Ferri, viola, Luca Bellentani, violoncello, Alfredo Trebbi, contrabbasso, e Francesca Giovannelli al pianoforte.

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PAESE REALE
di Piermaria Romani

Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)