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Domani, all’Ibs, la presentazione di “Qui Belfast: la storia della guerra nell’Irlanda del Nord”, di Silvia Calamati

Articolo pubblicato il 13 Maggio 2014, Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

Tempo di lettura: 2 minuti


da: Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Domani pomeriggio, alle ore 17.30, nella sala affrescata della Libreria IBS l’Istituto di Storia Contemporanea curerà la presentazione del libro della giornalista-scrittrice Silvia Calamati, Qui Belfast. Storia contemporanea della guerra in Irlanda del Nord, edito l’anno scorso da Red Star Press. Ne parlerà con l’autrice il docente Lio Bettin, collaboratore dell’Istituto.
Silvia Calamati torna in Italia da Belfast, dove ha partecipato in questi giorni alle cerimonie in ricordo di Bobby Sands, morto nel carcere di Long Kesh il 5 maggio 1981, per partecipare alla presentazione del suo ultimo Qui Belfast. Nel volume ha raccolto con esperienza, partecipazione e sensibilità le voci della società civile, insieme a testimonianze e articoli di personalità di spicco del mondo politico, culturale e religioso, seguendo da vicino il tormentato percorso che ha portato, nell’aprile del ’98, alla firma dello storico «Accordo del Venerdì Santo» e all’inizio di un travagliato, e ancora oggi incompiuto, processo di pace.

L’autrice
Collaboratrice di RAINEWS 24, Silvia Calamati si occupa della questione irlandese dal 1982. È autrice di Irlanda del Nord. Una colonia in Europa (Edizioni Associate, 2005), Il diario di Bobby Sands. Storia di un ragazzo irlandese (con Laurence McKeown e Denis O’Hearn, Castelvecchi, 2010, Premio Tassoni ’11) e Le compagne di Bobby Sands. Le donne e la guerra in Irlanda del Nord (Castelvecchi, 2011), la cui precedente edizione, Figlie di Erin, è stata tradotta in inglese, spagnolo e gaelico. Ha anche tradotto Un giorno della mia vita di Bobby Sands (Feltrinelli, 1996) e Guerra e liberazione in Irlanda. La chiesa del conflitto, di padre Joseph McVeigh (Edizioni della Battaglia, 1998). Ha ricevuto a Belfast il premio internazionale TOM COX AWARD per il suo impegno di giornalista e scrittrice.

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Riceviamo e pubblichiamo



Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani