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Domani all’Auditorium di S.Lucia il seminario dal titolo “Se le donne chiedono giustizia”

Articolo pubblicato il 24 Febbraio 2014, Scritto da UNIVERSITA’ DI FERRARA

Tempo di lettura: 2 minuti


da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Domani, martedì 25 febbario, dalle ore 15 alle 18, in Auditorium di S.Lucia (via Ariosto, 35) si terrà il seminario dal titolo Se le donne chiedono giustizia.
L’incontro trae spunto dalla ricerca omonima, svolta nell’ambito del Programma Daphne III dell’Unione Europea e coordinata da Giuditta Creazzo per la Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo di Bologna.
L’indagine ha preso in esame un campione significativo di fascicoli giudiziari – il campione bolognese è stato analizzato da Stefania Crocitti, ricercatrice in criminologia presso l’Università di Bologna – e ha confrontato i dati con interviste a donne vittime di violenza e a testimoni privilegiati, oltre che con la diretta presenza in aula durante le udienze penali.
Di tutto questo parleranno, nella loro introduzione, Giuditta Creazzo e Stefania Crocitti.
Il loro contributo verrà approfondito alla luce dell’esperienza di Luca Marini, Presidente della sezione penale del Tribunale di Ferrara, e Roberto Ceroni, Sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna.
L’incontro sarà introdotto da Chiara Sapigni, Assessore alla Sanità, ai Servizi alla Persona ed all’Immigrazione del Comune di Ferrara. Il Comune, infatti, è capofila del progetto Violenza di genere e rete locale, in cui anche questo incontro è inserito.
Condurrà la discussione Cristiana Fioravanti, Delegata del Rettore per le Pari Opportunità di Unife.
Il progetto è stato finanziato dal Dipartimento Pari Opportunità ed è realizzato congiuntamente dalle associazioni Centro Donna Giustizia, Centro di ascolto per uomini maltrattanti e Movimento Nonviolento, in collaborazione con: Università di Ferrara, Fondazione Forense, Camera Minorile e Udi.

Per informazioni: Maria Grazia Campantico 3351409739

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani