Skip to main content

Covid, Pelloni (Lega ER): Regione avvii sperimentazione a tappeto sulla popolazione del nuovo “tampone rapido”

Articolo pubblicato il 28 Agosto 2020, Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

Tempo di lettura: < 1 minuto


Da: Ufficio Stampa LegaER

La Regione Emilia-Romagna utilizzi parte delle risorse destinate alla sperimentazione medica contro il Covid-19 per l’acquisto e l’impiego a tappeto sulla popolazione regionale del tampone rapido”.
E’ quanto chiede in un’interrogazione alla Giunta il consigliere regionale della Lega ER, Simone Pelloni, che spiega: “Il 24 agosto scorso l’Istituto Spallanzani di Roma, centro nazionale di riferimento per le malattie infettive, ha validato il tampone rapido di origine sudcoreana positivamente sperimentato dall’università Ulss 2 Marca Trevigiana, presso l’ospedale di Treviso. Si tratta di un modello di tampone per l’individuazione istantanea del virus Covid-19, in grado di fornire riscontro sulla positività del paziente in meno di 7 minuti ad un costo di euro 10,70 cadauno, decisamente più contenuto rispetto ai diciotto euro del normale tampone laringo-faringeo”.
Inoltre – aggiunge il leghista – “questo tampone rapido, che nulla ha a che vedere con il test sierologico per la ricerca di anticorpi IgG e IgM, è semplice da eseguire e di facile lettura e non necessita dell’aggiunta di reagenti specifici”.
La richiesta di Pelloni fa seguito all’emendamento che il consigliere aveva presentato “all’Assestamento del Bilancio di previsione regionale 2020-2022” in cui il leghista proponeva lo stanziamento di risorse destinate alla sperimentazione medica contro il Covid-19 per l’acquisto e lo studio del tampone rapido.
“Contro il rischio di una seconda ondata della pandemia Covid è di fondamentale importanza proseguire con l’azione di ricerca scientifica e tecnologica” conclude il consigliere.

 

 

sostieni periscopio

Sostieni periscopio!

Tutti i tag di questo articolo:

Riceviamo e pubblichiamo



Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani