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Cosa succede dopo la Conferenza Nazionale di Roma

Articolo pubblicato il 17 Giugno 2014, Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

Tempo di lettura: 2 minuti


da: ufficio stampa e Pubbliche Relazioni Democrazia in Movimento

Nel dibattito in Rete, seguito alla Conferenza Nazionale di Roma dell’8 giugno, abbiamo notato alcune incomprensioni sul ruolo di Democrazia in Movimento e sulla natura dell’evento e della Carta d’Intenti che ne è scaturita.

DiM si è fatto promotore di questo incontro ma fin dall’inizio non ha voluto imporre una sua proposta, preferendo un incontro aperto ai contributi di tutti i partecipanti, sia come singoli sia come rappresentanti di gruppi preesistenti.

Di conseguenza, anche la Carta d’Intenti non è una proposta di Democrazia in Movimento, ma è stata elaborata durante l’incontro come base di partenza per un percorso comune. Il gruppo di lavoro proposto dalla Carta d’Intenti è un mero gruppo di elaborazione di una proposta che andrà successivamente discussa nell’incontro di settembre.

Proprio per questo le adesioni alla Carta d’Intenti si fanno come singoli: i gruppi potranno aderire in seguito quando la proposta sarà più chiara dopo l’elaborazione iniziale.

Non è chiaro neanche a DiM quale sarà la natura del soggetto politico che uscirà da questo percorso. Ne stiamo discutendo al nostro interno e ne discuteremo con tutti quelli che vorranno partecipare a questa elaborazione, per avere una proposta il più possibile inclusiva e che possa coinvolgere più soggetti possibili.

Molti hanno ripetuto durante la conferenza che non vogliono entrare in un contenitore: mai Democrazia in Movimento si è proposta come tale.

Precisiamo che all’incontro promosso da DiM hanno partecipato soggetti di varia natura, non solo provenienti dall’area ex 5 Stelle e che questo è il primo comunicato stampa di Democrazia in Movimento dopo la Conferenza Nazionale di Roma.

Quanto scritto ad oggi in altri articoli non rispetta perciò la posizione ufficiale di Democrazia in Movimento.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani