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Da: Leonora Guerrini

Confagricoltura Ferrara: Basta moralismi a tutela di specie selvatiche invasive, nutrie in particolare, vero flagello del nostro territorio

Sotto gli occhi di tutti le devastazioni dei giorni scorsi in Emilia Romagna, Veneto, Puglia, Campania e quelle in Sicilia e Sardegna dopo le ultime ondate estreme del maltempo che non ha risparmiato case, strade strutture e invaso campi e frutteti. Colpa del tempo o colpa della miopia dell’uomo? Sul tema interviene Confagricoltura Ferrara: “Sappiamo quanto gli eventi atmosferici estremi colpiscano sempre più frequentemente i territori, nessuno escluso, C’è grande preoccupazione tra gli agricoltori. Nei giorni scorsi la situazione più grave in Emilia Romagna è stata provocata dall’esondazione del fiume Panaro che ha colpito uno dei territori più fertili della campagna modenese dove, oltre ai disagi degli agricoltori e delle loro famiglie, sono incalcolabili i danni alle abitazioni, ai magazzini, attrezzature, a campi e frutteti. Anche a Ferrara i timori sono alti per i fiumi ed i tanti canali, soprattutto nel timore del cedimento degli argini a causa delle tane di nutrie, che continuano a creare grossi danni alle colture ed a mettere a rischio l’incolumità degli operatori del settore. Non è più accettabile correre ai ripari dopo che i disastri sono avvenuti, peraltro sempre più frequenti e devastanti. Soprattutto dopo aver accertato che la causa che ha provocato la falla nell’argine del Panaro, in corrispondenza di Nonantolana, è la stessa della precedente alluvione di sei anni fa! Entrambi i cedimenti degli argini a Nonantola sono infatti da imputare alle tane e alle gallerie scavate dagli animali selvatici. Il cambiamento climatico rende sempre più frequenti e devastanti piogge e bombe d’acqua che vanno ad abbattersi su argini indeboliti e resi fragili da animali come le nutrie ed altre specie fossorie. Quali sarebbero le conseguenze – aggiunge Confagricoltura Ferrara – se un evento come quello che ha riguardato il Panaro fosse capitato da noi nel ferrarese, in uno dei nostri principali corsi d’acqua? Questo si chiedono gli agricoltori, dopo l’ennesima riprova dei disastri causati da specie fossorie. I geologi intervenuti a Nonantola, come già era successo nel 2014, sono stati concordi nell’affermare che i cedimenti sono stati causati da tane scavate da animali fossori, e come se non bastasse hanno aggiunto che se si dovesse rompere l’argine del Po sarebbe un disastro epocale. E’ indispensabile e indifferibile mettere in atto iniziative più stringenti che consentano di affrontare con incisività il problema del contenimento delle nutrie. E’ ora di dire basta a falsi moralismi che tutelano queste specie selvatiche invasive, vero flagello del nostro territorio. Vi sono priorità che stanno sopra ogni cosa, come la salute pubblica, la tutela del patrimonio pubblico e privato, l’incolumità di migliaia di famiglie”.

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