Arriva al cinema “Don Chisciotte” dal palco del Bolshoi di Mosca: in diretta via satellite nelle sale dell’Emilia Romagna domenica 10 aprile
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da: ufficio stampa Nexo Digital
Domenica 10 aprile, con il balletto ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes, si conclude magistralmente la stagione 2015/2016 del Bolshoi al cinema trasmessa in diretta nelle sale italiane.
Con la coreografia di Alexei Fadeyechev.
Trailer qui: https://youtu.be/9YncFOY6UpY
In Emilia Romagna aderiscono i cinema:
EMILIA ROMAGNA – Ferrara – Uci www.ucicinemas.it
EMILIA ROMAGNA – Forlì – Astoria www.cinemaastoria.it
EMILIA ROMAGNA – Imola – Sala Teatro dell’Osservanza http://cinemaosservanza.it/
EMILIA ROMAGNA – Ravenna – Astoria www.cinemateatroastoria.com
EMILIA ROMAGNA – Reggio Emilia – Uci www.ucicinemas.it
EMILIA ROMAGNA – Rimini – Tiberio www.cinematiberio.it
EMILIA ROMAGNA – Rimini Savignano – Uci Romagna www.ucicinemas.it
Approda sugli schermi cinematografici l’ultimo appuntamento della stagione del balletto del Bolshoi di Mosca al cinema programmatada Nexo Digital e Pathé Live.
A concludere la stagione 2015/2016 è uno dei punti fermi del repertorio del Bolshoi, che vanta innumerevoli e fortunate letture teatrali, coreografiche e cinematografiche: il Don Chisciotte. Così, domenica 10 aprile alle ore 17, l’adattamento del libretto di Marius Petipa, studiato su misura per i ballerini del Bolshoi grazie alla coreografia di Alexei Fadeyechev, torna a vivere sul palcoscenico del Bolshoi, in diretta via satellite nelle sale di tutto mondo (elenco delle sale italiane su www.nexodigital.it). Petipa riprende Don Chisciotte della Mancia, il romanzo seicentesco firmato dallo spagnolo Miguel de Cervantes, e ne fa un balletto pregno della ricercatezza e del marchio di eccellenza del Bolshoi, accompagnandolo con la partitura di Ludwig Minkus.
L’eccentrico eroe di Cervantes, Don Chisciotte, parte per un viaggio ricco di avventure con il suo fedele scudiero, il contadino Sancho Panza, alla ricerca della donna perfetta e di grandi imprese che portino gloria al suo nome.
La coreografia di Marius Petipa accompagnata dalla partitura di Minkus è stata presentata dal Balletto del Teatro Imperiale Bolshoi di Mosca per la prima volta nel 1869. Da allora il Don Chisciotte è stato modificato e reinterpretato più volte, trasformandosi in un punto fermo del repertorio del Bolshoi.
Tutte le produzioni moderne derivano dalla versione messa in scena da Alexander Gorsky per il Bolshoi nel 1900.
Quest’ultima versione coreografica di Alexei Fadeyechev è stata presentata per la prima volta nel 1999 dal Bolshoi, per essere poi esportata con un tour mondiale. Diversamente dalle produzioni precedenti, qui Don Chisciotte e Sancho Panza non sono i veri protagonisti del balletto, ma dei personaggi di collegamento tra le diverse scene.
Non solo: nuovi set e scenografie a cura di Sergei Barkhin, e costumi originali rivisitati da Tatiana Artamonova e Yelena Merkurova accompagnano questa produzione colorata e tecnicamente ambiziosa. Don Chisciotte è davvero la quintessenza del Bolshoi, piena di vita e decisamente imperdibile.
Marius Petipa (1818-1910) è stato un ballerino e coreografo francese. Figlio d’arte e maestro di danza del Balletto Imperiale di San Pietroburgo, fu creatore di oltre cinquanta balletti, molti dei quali permangono nel repertorio classico odierno. Formato alla scuola francese, Petipa ha sviluppato considerevolmente la tecnica del balletto classico influenzando in modo particolare l’evoluzione e lo sviluppo della scuola russa. Nel 1858 Petipa smise di danzare per dedicarsi totalmente alla coreografia.
Alexander Gorsky (1871-1924) fu un coreografo noto per le sue nuove versioni dei balletti classici di Petipa, tra cui Il lago dei cigni, Don Chisciotte e Lo schiaccianoci. Gorsky ha sempre cercato il massimo naturalismo nelle scene dei suoi balletti. Le sue interpretazioni sono spesso controverse, avendo Gorsky utilizzato artisti al di fuori del mondo della danza per creare scene e costumi innovativi. Gorsky ha dato continuità alle trame dei balletti di Petipa e rimosso i passaggi che non si riferivano specificamente alle singole storie.
Alexei Fadeyechev (1960) è nato a Mosca e si è diplomato alla Scuola di Coreografia della città natale nel 1978, diventando maestro di ballo nel 1988. Durante la sua carriera al Bolshoi, è stato allenato dal padre, Nikolai Fadeyechev, ricevendo una formazione in puro stile russo. Fadeyechev ha lavorato anche all’estero, sia esibendosi con il Bolshoi che come artista ospite in compagnie come il Royal Ballet, il Dutch National Ballet, il National Ballet of Finland. Ha lasciato le scene al culmine della sua carriera di ballerino ricoprendo la carica di direttore artistico del Bolshoi Ballet dal 1998 al 2000.
Don Chisciotte | Balletto in 3 atti
Testo originale: dal romanzo di Miguel DE CERVANTES
Libretto: Marius PETIPA
Coreografia: Marius PETIPA, Alexander GORSKY
Nuova coreografia: Alexei FADEYECHEV
Musica: Ludwig MINKUS
Con l’Orchestra del Bolshoi Teatro Accademico di Stato con i solisti del Bolshoi, il Corpo di Ballo e le Etoiles del Bolshoi di Mosca.
Durata approssimativa: 3 h e 10 min
Il Bolshoi Ballet è una compagnia di balletto classico fondata nel 1776. Le sue origini affondano le radici nella creazione di una scuola di danza per un orfanotrofio di Mosca nel 1773. Tre anni più tardi i ballerini della scuola sono stati il nucleo della nuova compagnia russa. A partire dalla nomina di Alexander Gorsky come maestro di ballo nel 1900 la società ha iniziato a sviluppare la sua straordinaria identità con produzioni acclamate tra cui il Don Chisciotte (1900), la Coppélia (1901), Il lago dei cigni (1901 ), La fille mal gardée (1903), Giselle (1911), Le Corsaire (1912) e La Bayadère (1917).

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Riceviamo e pubblichiamo
Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)
PAESE REALE
di Piermaria Romani