Acquacoltura, la Regione Emilia-Romagna destina 400.000 euro alle imprese penalizzate dalla moria di vongole
Tempo di lettura: 2 minuti
Da: Ufficio Stampa Gruppo PD
Marco Fabbri (PD): “Ottimo risultato, sollecitato anche dai consiglieri regionali Pd della costa”
“L’acquacoltura, e in particolare l’allevamento e raccolta delle vongole, costituisce un pezzo di economia fondamentale per la costa da Goro alla Romagna”. A ricordarlo è il consigliere regionale Pd Marco Fabbri, intervenuto in Commissione Politiche Economiche durante la discussione di una risoluzione, presentata dal Pd e approvata all’unanimità, che chiede attenzione e ristori per questo settore.
“Il settore, infatti, è stato fortemente colpito dalla moria di vongole che quest’anno ha riguardato il pescato, con percentuali che a seconda della zona di raccolta variano tra il 50 e l’80%. Il fenomeno è causato da condizioni di mare calmo, localizzate fioriture micro-algali e dalle alte temperature. Ovviamente i danni diretti sono ingenti e vanno sommati a quelli che dipendono dalla pandemia, visto che sono calate le richieste” richiama Fabbri.
“Con una risoluzione abbiamo quindi chiesto attenzione e ristori ai lavoratori. Solo tra Goro e Comacchio sono 1700 gli addetti e da qui proviene il 55% della produzione di vongole in Italia, pari al 40% del totale in Europa. L’Assessore Alessio Mammi, che recentemente ha visitato i consorzi locali, ha già annunciato di avere messo a bilancio 400.000 euro per l’acquacoltura. Una notizia che dà sollievo a imprese e pescatori, che si sono prodigati in questi anni in numerosi interventi di ammodernamento e di compensazione ambientale. Uno sforzo quindi che sono soddisfatto sia riconosciuto anche dalla Regione. – commenta il consigliere Fabbri – Ricordiamo inoltre la nostra battaglia per regolamentare in Europa la pesca delle vongole di dimensione inferiore ai 25 millimetri considerato che i nostri prodotti raggiungono la maturità intorno ai 22 millimetri”.

Sostieni periscopio!
Riceviamo e pubblichiamo
Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)
PAESE REALE
di Piermaria Romani