La cecità è andata in scena sabato 6 aprile alla Sala Estense, con Officina Teatrale A_ctuar e la colonna sonora di Lucien Moreau. Un viaggio nel mondo di ieri che è anche, tristemente, di oggi.
“Male bianco” è la rilettura del meraviglioso e celebre romanzo di José Saramago, “Cecità”. In scena i giovani attori del progetto teatrale “Mondi (IM)possibili”, curato da Officina Teatrale A_ctuar, con una colonna sonora originale di Lucien Moreau (Eugenio Squarcia) cha fa uso di elettronica generativa e sound design sperimentale.
Sperimentazione e giovani, la platea né è piena, due elementi fondamentali per successi come quello di questo incredibile, originale, e unico, spettacolo, in un percorso teatrale guidato da Sara Draghi e Massimo Festi, con la collaborazione anche della danzatrice Alessandra (Ale) Fabbri, per le coreografie.
“Siamo ciechi che, pur vedendo, non vedono” è la frase di Saramago che, immediatamente, coinvolge e tocca tutti. Se poi si aggiungono il caos della città, un ex manicomio e lo scoppio di un’epidemia improvvisa di cecità con uno Stato invadente che invita al sacrificio e mette in isolamento, che porta la mente ai momenti della recente pandemia di Covid, ci troviamo subito immersi in un mondo distopico. E in quell’esperienza collettiva globale che ci ha profondamente cambiato (si sperava in meglio, ma così non è, se vi pare).
Ci sono tutti gli ingredienti di questa società oscura: l’indifferenza, l’egoismo, il potere e la sopraffazione, le difficoltà dei giovani, l’ingiustizia, la guerra di tutti contro tutti, la violenza, il terrore, il male di vivere, il buio della ragione. La perduta via smarrita.
E se si pensa che il testo di Saramago è del 1995, in un tempo e un luogo non precisati, la riflessione e la visione profetica sono disarmanti e allarmanti.
Con sullo sfondo questo, i giovani attori di A_ctuar (che quest’anno compie dieci anni), invitati ad inserire nella pièce un monologo su sé stessi, si raccontano, parlano delle proprie necessità, delle difficoltà di crescere, di accettarsi, di piacersi, dell’inadeguatezza che a volte si percepisce, della ricerca di un posto nel mondo dei ‘grandi’.
Un percorso bellissimo di crescita culturale condivisa, di socializzazione e di grande partecipazione. Spazio alla città, allora, spazio ai giovani.
Il progetto teatrale Mondi (IM)possibili è stato realizzato in collaborazione con Consorzio Factory Grisù e il patrocinio del Comune di Ferrara e della Regione Emilia-Romagna
Gli attori: Ada Alberti, Agata Bovolenta, Matei Covasa, Sara De Zordo, Eleonora Ferri, Giulia Guariento, Stefano Marraffa, Carolina Martinez, Valeria Miotto.
Foto Valerio Pazzi
Sostieni periscopio!
Simonetta Sandri
Chi volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@periscopionline.it
Lascia un commento